In una dimensione verticale dello spazio, dove l’unico suggerimento del paesaggio è un cielo azzurro, senza tempo, questo compianto rimanda all’evento sacro. L’identità dei personaggi è indefinita: una figura femminile sorregge il capo di un uomo e vi è la presenza di un bambino. La materia si disfa assieme alle forme, che sono a tratti più disegnate e definite, a tratti invece incompiute, volutamente interrotte e abrase. Un passero, simbolo antico dell’amore, è raffigurato come terrorizzato, nel tentativo di liberarsi. Compaiono scritture di appunti e frammenti di carte di vario tipo trattate con collanti, pittura e solventi. Nel tentativo di ricostruire l’umanità interrotta del nostro tempo, questa rappresentazione trascende l’iconografia tradizionale: si riferisce agli eventi del presente. Il compianto si ripete, giorno dopo giorno, come anche l’assassinio ingiustificato degli innocenti.