L'ULTIMO SUPREMO

CHENGCHEN YU - Italy

In quest’opera, non c’è un confine determinativo, quando la facevo, ero libera, seguivo solo la mia sensibilità e costruivo il mondo che stavo. Nel questo lavoro, ho unito la pittura, performance, l’arte concettuale ecc. Ma non solo questi, perché in quest’opera comprende tutto. Quest’opera può essere presentata in modi di: performance, video digitale, la pittura, l’installazione. Nel video, ci sono maggiormente 3 parti: big bang, la conservazione, big crunch. Riflettono rispettivamente il passato, l’ora e il futuro. In prima parte, dopo il suono di pioggia, emerge un primo essere, in seguito, emergono più…si uniscono, si isolano e si separano. Come un’inizio di quest’universo. In seconda parte, si muovono per le proprie orbite, dentro un’ordine di tempo. si avvicinano, Si incontrano per caso, si allontanano. In terza parte, è una parte torbida, è il finito di un ciclo, è anche un nuovo inizio. Nella questa performance, attraverso gli umani, ho costruito un cosmo, e questo cosmo riflette il dentro di esseri. Rappresenta il corso dell’energia che è partita dal dentro dell’umanità, riflette tutte le cose e ritorna alla propria. E le energie del dentro dell’umanità si riflette nello spazio. Sfondo creativo: Quando camminavo sulla strada, avevo sempre una sensazione di un vuoto immenso. E mentre mi avvolgeva, esitavo perfino dove io sono? Un’estranea? È vero che vivo ad un posto fuori del mondo come quel che mi sentivo? La risposta è certamente negativa. Io chiudo gli occhi, respiro a pieni polmoni, provo a sentire che cos’è? E da dove viene quel vuoto immenso? Penso che la sensazione di vuoto non sia veramente un vuoto, sia più come uno spazio in cui ci sono le distanze a vedere ma infatti sono legati. C’era un’amica mi ha chiesta che cos’è lo spazio secondo me? L’ho risposta:" lo spazio è un’energia che mi avvolge da fuori, mi riempie da dentro. E per questo. Posso sempre sentire una trazione tra gli esseri ed io ed io sono una tra la miriade. Malgrado quanto grande la differenza tra noi singoli, nonostante che siamo disordinati a vedere, c’è sempre un’ordine. Non ci siamo mai sganciati dal mondo ed essere fuori di questo mondo, è proprio come questo vastissimo cosmo: uniforme ed isotropo. Ho citato una frase per denominare questo lavoro, è citato da un libro scritto in dinastia Song in Cina: < La Spiegazione Della Diagramma Del Taiji >, scrive così: Wuji è Taiji, Taiji iniziò a muoversi e così produsse lo Yang, quando l’attività dello Yang raggiunse il suo limite, tornò alla tranquillità. Attraverso la tranquillità è stato generato lo Yin. Quando la tranquillità ha raggiunto il suo limite, è tornata al movimento. Uno è movimento e uno è tranquillo. Si sono generati. Così attraverso l’unione dello Yin e dello Yang, e la trasformazione di entrambi. Taiji è stato generato. L’interazione dello Yin e dello Yang attraverso diversi combinazione, genera tutte le cose in un processo di trasformazione senza fine. Taiji è anche Wuji. E nella quest’opera, ricerco sempre la relazione tra gli esseri umani e la natura, il rapporto tra io ed gli altri. È proprio perché ho una voglia di fuggire da quest’ordine, mi accorgo quest’ordine.

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芸術作品について

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芸術作品のサイズ - 幅 2500 | 高さ 1500 |
作成日 21 七月 2018

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